Quando si parla di nutrizione del gatto, sull’uovo si sente dire praticamente di tutto. C’è chi preferisce dare solo il tuorlo crudo, chi invece lo dà cotto, chi offre l’uovo intero e chi sostiene che l’albume crudo sia pericoloso. C’è persino chi raccomanda di eliminare la sottile pellicina che avvolge il tuorlo perché sarebbe nociva.
Come spesso accade, alcune di queste affermazioni partono da un dato reale, ma passando da una persona all’altra, come nel gioco del telefono senza fili, finiscono per trasformarsi in qualcosa di molto diverso dall’informazione originale.
Vediamo allora che cosa contiene un uovo, che cosa cambia con la cottura e quali rischi hanno una base scientifica.
Il gatto può mangiare l’uovo?
Sì. Per un gatto sano l’uovo può essere utilizzato come alimento complementare. Non è quindi da considerare come un alimento completo e non deve sostituire una dieta correttamente formulata. Albume e tuorlo, inoltre, hanno composizioni molto diverse: l’albume è costituito prevalentemente da acqua e proteine, fra cui ovalbumina, ovotransferrina, ovomucina, lisozima e avidina. Il tuorlo contiene invece proteine, grassi, fosfolipidi e numerosi micronutrienti. La sua struttura comprende diverse lipoproteine, livetine, fosvitina e altre frazioni proteiche. Proprio per questa diversa composizione, quando parliamo delle proprietà nutrizionali dell’uovo è importante distinguere tra albume e tuorlo.
Il tuorlo: la parte più ricca dell’uovo
Il tuorlo è la parte dell’uovo destinata a fornire i nutrienti necessari allo sviluppo dell’embrione del pulcino e per questo è particolarmente ricco dal punto di vista nutrizionale. Questo non significa che debba essere somministrato in grandi quantità: rimane un alimento calorico e la quantità va considerata nel contesto dell’alimentazione complessiva del gatto. Nelle giuste proporzioni, può essere un ottimo alimento.
Albume crudo e avidina
L’albume crudo contiene avidina, una proteina che si lega alla biotina, o vitamina B7, riducendone l’assorbimento nell’organismo. Tale fenomeno è ben documentato in quest’articolo: un consumo elevato e prolungato di albume crudo può provocare una carenza di biotina.
Questo però non significa che l’albume crudo sia velenoso o che una piccola quantità occasionale provochi una carenza vitaminica. Il problema riguarda soprattutto un consumo frequente e in quantità significative all’interno di un’alimentazione non adeguatamente bilanciata.
La cottura modifica l’avidina e ne riduce fortemente la capacità di legare la biotina. Se vogliamo offrire anche l’albume con una certa regolarità, cuocerlo è la scelta migliore.
Il tuorlo contiene biotina ma non compensa l’avidina
Il tuorlo contiene effettivamente biotina, mentre l’albume contiene avidina. Ciò dà agio a pensare che mangiando l’uovo intero crudo la biotina del tuorlo possa compensare l’avidina dell’albume. In realtà, la presenza di biotina nel tuorlo non rende inattiva l’avidina: le due sostanze continuano a interagire tra loro.
Differenza nella digestione tra uovo crudo e cotto
La convinzione che l’uovo crudo sia più nutriente e più digeribile non è esatta. La cottura denatura le proteine dell’uovo, cioè ne modifica la struttura, rendendole più facilmente digeribili.
Uno studio sulla digestione delle proteine dell’uovo nell’uomo ha rilevato una digestibilità ileale di circa il 91% per l’uovo cotto contro il 51% per quello crudo. La digestibilità ileale indica la quantità di proteine che viene digerita e assorbita nell’intestino tenue, prima che il contenuto alimentare raggiunga l’intestino crasso.
Trattandosi di uno studio condotto sull’essere umano, non possiamo trasferire automaticamente queste percentuali al gatto. Il dato però smentisce l’idea che l’uovo crudo sia necessariamente più digeribile: per quanto riguarda le proteine, la cottura ne favorisce la digestione.
Il tuorlo crudo
Il tuorlo è privo di avidina e può essere offerto crudo occasionalmente. Rimane però da considerare il rischio microbiologico.
Un uovo apparentemente perfetto, con il guscio pulito e integro, può essere contaminato da Salmonella. La cottura riduce questo rischio, mentre freschezza e corretta conservazione non possono eliminarlo completamente. Chi preferisce utilizzare l’uovo crudo può ricorrere, quando disponibili, a uova o ovoprodotti pastorizzati.
La “pellicina” del tuorlo: la membrana vitellina
Una delle raccomandazioni più curiose che circolano online recita che bisogna eliminare la pellicina che lo avvolge prima di dare il tuorlo crudo al gatto, perché nociva!
Quella pellicina che si chiama membrana vitellina è la sottilissima membrana che avvolge il tuorlo e lo separa dall’albume. Non è uno scarto o una parte anomala dell’uovo, ma una struttura biologica di natura prevalentemente proteica, formata da diversi strati e contenente glicoproteine e numerose altre proteine. Contribuisce a mantenere separati albume e tuorlo, preserva l’integrità del tuorlo e costituisce anche una delle barriere naturali dell’uovo contro la penetrazione microbica.
Ma bisogna toglierla prima di dare il tuorlo al gatto?
No.
Non risultano evidenze scientifiche che dimostrino che la membrana vitellina sia tossica o dannosa per il gatto, né che debba essere eliminata prima del consumo. La letteratura scientifica ne descrive composizione e funzioni, ma non indica alcuna ragione documentata per rimuoverla prima di offrire il tuorlo.
Uovo al gatto: meglio crudo o cotto?
Dopo aver considerato avidina, digeribilità e rischio microbiologico, se dobbiamo scegliere, l’uovo cotto è la soluzione più semplice e prudente. Non servono naturalmente sale, burro, olio, spezie o altri condimenti.
NB: Il congelamento non sostituisce la cottura o la pastorizzazione: eventuali Salmonelle possono sopravvivere alle basse temperature.
Quali benefici può avere l’uovo per il gatto?
Inserito nelle giuste quantità nell’alimentazione di un gatto sano, l’uovo può contribuire al mantenimento della massa muscolare, alla salute della cute e del mantello e al normale metabolismo energetico. Grazie al suo elevato valore nutrizionale e calorico, può inoltre essere utile quando è necessario aumentare l’apporto energetico della dieta.
Nel caso di gatti debilitati, convalescenti o che devono recuperare peso, quantità e modalità di somministrazione vanno invece valutate nel contesto della dieta complessiva con un medico veterinario esperto in nutrizione.
Quanto uovo può mangiare un gatto?
Non esiste una dose valida per tutti, la quantità dipende dal peso, dal fabbisogno energetico e dal resto dell’alimentazione. Come indicazione pratica, per un gatto adulto sano di taglia media che segue già un’alimentazione completa, circa un quarto di uovo una o due volte alla settimana rappresenta una quantità ragionevole.
L’uovo va comunque considerato nel totale della razione e degli eventuali altri alimenti complementari. Nelle diete casalinghe o BARF correttamente formulate, invece, può essere previsto direttamente all’interno del piano alimentare e le quantità possono quindi essere diverse.
Quando si parla di alimentazione, conoscere il perché delle cose è sempre più utile che affidarsi a un semplice “si fa così”. Se avete dubbi sulla dieta del vostro gatto, rivolgetevi a un medico veterinario esperto in nutrizione, che è la figura con le competenze specifiche per valutarla e formularla.
Con amore e incanto,
Monica Whitewillow

