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Nuovo vaccino per gatti a RNA: cosa cambia rispetto al vaccino trivalente

Nel luglio 2026 è stato autorizzato nell’Unione Europea un nuovo vaccino per gatti che rappresenta una novità importante non soltanto per le malattie dalle quali protegge, ma anche per la tecnologia utilizzata. Si chiama Nobivac NXT HCPChFeLV ed è il primo vaccino veterinario autorizzato nell’Unione Europea a utilizzare RNA autoamplificante come principio attivo.

Cosa significa esattamente?
Protegge dalle stesse malattie del normale vaccino?
Va fatto in aggiunta del vaccino trivalente?
E soprattutto, cosa vuol dire vaccinare un gatto utilizzando la tecnologia a RNA?

Dal vaccino trivalente al nuovo vaccino: cosa cambia

Il comune vaccino che già conosciamo, il cosiddetto vaccino trivalente del gatto, protegge contro tre importanti malattie infettive:

  • rinotracheite virale, causata dall’Herpesvirus felino di tipo 1;
  • calicivirosi, causata dal Calicivirus felino;
  • panleucopenia felina, una malattia virale particolarmente pericolosa soprattutto per i cuccioli.

Queste tre protezioni costituiscono la base del normale protocollo vaccinale del gatto. Il nuovo vaccino invece mantiene queste tre componenti ma ne aggiunge altre due: la protezione contro Chlamydia felis e contro il virus della leucemia felina, FeLV.

maine coon mamma e cucciolo

Chlamydia felis

La Chlamydia felis è un batterio responsabile soprattutto di congiuntiviti e infezioni oculari e assume particolare importanza negli ambienti in cui convivono numerosi gatti.

FeLV

La FeLV è un virus che può compromettere il sistema immunitario, provocare anemia e favorire lo sviluppo di alcune forme tumorali. La vaccinazione non garantisce che il virus non possa entrare nell’organismo, ma ha lo scopo di impedire che l’infezione evolva nelle sue conseguenze più importanti: il vaccino è autorizzato per ridurre la viremia persistente e i segni clinici associati alla FeLV

Un vaccino che può sostituire il trivalente

Il nuovo vaccino può sostituire il trivalente in quanto contiene le tre componenti del trivalente Nella formulazione HCPChFeLV abbiamo, in un’unica vaccinazione, protezione contro herpesvirus, calicivirus e panleucopenia, alle quali si aggiungono Chlamydia felis e FeLV.

Esiste inoltre una seconda formulazione, chiamata Nobivac NXT HCPFeLV, che contiene le tre componenti tradizionali più FeLV, ma non Chlamydia felis. È stata anch’essa autorizzata nell’Unione Europea nel luglio 2026.

Ciò significa che il nuovo vaccino può sostituire il trivalente, quando il veterinario ritiene opportuno proteggere quel particolare gatto anche dalla FeLV e, nella formulazione completa, da Chlamydia felis.

Non significa però che tutti i gatti abbiano bisogno di questo insieme di vaccini, in quanto il rischio di esposizione a FeLV e Chlamydia felis varia in base all’età, allo stile di vita, alla possibilità di uscire, alla convivenza e al contatto con altri gatti. La scelta del protocollo deve essere valutata per il singolo animale.

vaccino leucemia felina

Cosa significa “vaccino a RNA”?

Nei vaccini tradizionali possiamo utilizzare, a seconda del prodotto, microrganismi attenuati, inattivati oppure loro componenti per mostrare al sistema immunitario qualcosa che dovrà imparare a riconoscere.

Con la tecnologia a RNA il principio è diverso.
Nel caso della componente contro la FeLV, non viene somministrato al gatto il virus FeLV capace di replicarsi. Viene invece fornita alle cellule un’istruzione temporanea, sotto forma di RNA, che permette loro di produrre una specifica proteina del virus, chiamata gp85.

L’RNA, o acido ribonucleico, è una molecola naturalmente presente nelle cellule. Tra le sue funzioni c’è quella di trasportare le istruzioni contenute nel DNA affinché la cellula possa utilizzarle per produrre determinate proteine. Possiamo immaginarlo come una copia temporanea di una piccola parte delle informazioni conservate nel DNA: viene utilizzata quando serve e poi degradata.

Possiamo quindi immaginare l’RNA come un piccolo “manuale d’istruzioni”. La cellula lo riceve, legge l’informazione e produce quella proteina. Il sistema immunitario la incontra, la riconosce come estranea e impara a identificarla. Se in futuro il gatto entrerà in contatto con il vero virus FeLV, il suo sistema immunitario sarà quindi già stato preparato a riconoscere quel bersaglio.

L’RNA svolge la sua funzione temporaneamente: non modifica il DNA del gatto e non diventa parte del suo patrimonio genetico.

Femmina Maine Coon brown tabby allevamento whitewillow

Cosa significa RNA “autoamplificante”?

L’RNA utilizzato in questo vaccino è progettato in modo da riuscire a produrre temporaneamente altre copie di se stesso una volta arrivato all’interno della cellula. Per questo viene definito autoamplificante.

È come consegnare poche copie delle istruzioni e permettere alla cellula di farne temporaneamente altre, in modo che il messaggio venga letto con maggiore efficacia.

Non significa però che l’RNA continui a moltiplicarsi indefinitamente, né che possa trasformarsi nel virus FeLV. La particella utilizzata per trasportarlo è infatti progettata per essere incapace di produrre nuove particelle virali complete e infettive.

La grande novità è rappresentata da questa tecnologia: Nobivac NXT HCPChFeLV è il primo vaccino veterinario contenente RNA autoamplificante autorizzato nell’Unione Europea.

Cosa sappiamo su efficacia e sicurezza?

Per la valutazione del vaccino, il Comitato per i medicinali veterinari dell’Agenzia europea per i medicinali, l’EMA, ha esaminato i dati provenienti da 15 studi condotti in strutture controllate e da uno studio sul campo che ha coinvolto 142 gatti in condizioni di vita normali.

I risultati hanno mostrato una risposta immunitaria adeguata contro i cinque agenti patogeni e una riduzione dei segni clinici delle malattie interessate. Per la FeLV, in particolare, gli studi hanno mostrato una riduzione significativa dell’antigenemia persistente dopo la vaccinazione primaria e negli studi sulla durata dell’immunità.
Negli studi di laboratorio non sono stati osservati eventi avversi gravi e nello studio sul campo la vaccinazione è risultata generalmente ben tollerata.

Una precisazione importante

Lo studio scientifico pubblicato nel 2026 sullo sviluppo, l’efficacia e la sicurezza di questo vaccino è stato realizzato da ricercatori di MSD/Merck Animal Health, l’azienda che lo ha sviluppato, ed è stato interamente finanziato dalla stessa società. Gli autori lo dichiarano esplicitamente nella pubblicazione.

È un’informazione importante da conoscere quando si valuta uno studio scientifico e sarà interessante, con il tempo, disporre anche di studi indipendenti e di maggiori dati derivanti dall’utilizzo nella normale pratica veterinaria.

Allo stesso tempo, il vaccino non è stato autorizzato sulla sola base delle conclusioni dell’azienda: i dati su qualità, sicurezza ed efficacia sono stati sottoposti alla valutazione scientifica dell’EMA e il prodotto è stato successivamente autorizzato dalla Commissione Europea per l’immissione in commercio nell’Unione Europea il 29 luglio 2026.

Per approfondire trovate tutte le informazioni nei seguenti articoli:

Development of a New Feline Combination Vaccine Including a Novel RNA Particle Vaccine Against Feline Leukemia Virus

Nobivac NXT HCPChFeLV

Nota: questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Whitewillow non ha alcun rapporto commerciale o collaborazione con l’azienda produttrice del vaccino e non ha ricevuto compensi, prodotti o altri benefici per la pubblicazione di questo contenuto. Il nome commerciale del vaccino viene citato unicamente perché necessario per descrivere la novità scientifica e fornire informazioni verificabili ai lettori.

Con amore e incanto
Monica Whitewillow