copertina parassiti interni nei gatti

Parassiti interni nel gatto

Conoscerli, capirli e gestirli senza allarmismi

I parassiti interni sono uno degli argomenti che più spesso generano ansia nelle famiglie. Il termine stesso evoca qualcosa di invisibile, difficile da controllare e potenzialmente pericoloso.
In realtà, la presenza di un parassita non equivale automaticamente a una malattia, né a una situazione d’emergenza.

Un parassita interno è un organismo che vive all’interno del corpo del gatto e che, in determinate condizioni, può interferire con l’equilibrio intestinale e immunitario.

Conoscere quali sono i principali parassiti interni del gatto, capire come agiscono nell’organismo e sapere quando è necessario intervenire permette di tutelare la salute del gatto in modo consapevole, evitando paure inutili e trattamenti superflui.

Cosa sono i parassiti interni

I parassiti interni sono organismi che vivono all’interno del corpo del gatto, soprattutto nell’apparato digerente. In alcuni casi, però, possono localizzarsi anche in altri organi, come i polmoni, causando sintomi diversi da quelli intestinali.
Alcuni sono più frequenti nei cuccioli, altri possono essere riscontrati anche in gatti adulti che vivono esclusivamente in casa.

La loro presenza non è sinonimo di scarsa igiene né di cattiva gestione: può dipendere da molti fattori, inclusi ambiente, età, sistema immunitario e modalità di trasmissione spesso invisibili.

parassiti intestinali gatto schema

Parassiti interni del gatto: elenco completo

Nematodi (vermi tondi)

Toxocara cati
È il parassita intestinale più comune nel gatto, soprattutto nei cuccioli.
Vive nell’intestino tenue e si trasmette tramite ingestione di uova presenti nell’ambiente, latte materno o ingestione di piccoli animali infestati.
Può causare addome gonfio, diarrea, vomito e rallentamento della crescita, ma può essere presente anche senza sintomi evidenti.

Ancylostoma spp.
Meno frequente, ma potenzialmente più aggressivo.
Si nutre di sangue aderendo alla parete intestinale e può provocare anemia, debolezza e diarrea scura. La trasmissione può avvenire per ingestione o attraverso la pelle.

Cestodi (vermi piatti)

Dipylidium caninum
Conosciuto come il “verme da pulce”.
Il gatto si infetta ingerendo una pulce infestata. Spesso non provoca sintomi, ma può essere osservata la presenza di piccoli segmenti simili a chicchi di riso vicino all’ano o nelle feci.
Senza il controllo delle pulci, il trattamento risulta inefficace.

Taenia spp.
Più frequente nei gatti con accesso all’esterno.
La trasmissione avviene tramite ingestione di prede infette. Può causare dimagrimento, appetito irregolare e la comparsa di porzioni del parassita visibili nelle feci.

esame coprologico gatto laboratorio

Protozoi intestinali

Giardia duodenalis
Molto comune nei gattini.
Vive nell’intestino tenue e si trasmette tramite ingestione di forme microscopiche resistenti presenti nell’ambiente o per contatto con feci contaminate.
Può causare diarrea molle o intermittente, feci maleodoranti e difficoltà nell’aumento di peso, ma può essere presente anche in assenza di sintomi clinici.

Coccidi (Cystoisospora/Isospora spp.)
Più frequenti nei soggetti giovani e nei contesti con più animali.
La trasmissione avviene principalmente per contatto con feci infette presenti nell’ambiente.
Possono provocare diarrea, disidratazione e debolezza, soprattutto nei cuccioli.

Tritrichomonas foetus
Parassita meno conosciuto, ma importante.
Colpisce l’intestino crasso e si trasmette principalmente attraverso la convivenza ravvicinata tra gatti, soprattutto in ambienti condivisi come lettiere comuni. È spesso associato a diarrea cronica persistente ed è facilmente confuso con altre cause intestinali.

Altri parassiti interni

Aelurostrongylus abstrusus
Parassita polmonare.
Il gatto si infetta ingerendo lumache, chiocciole o prede infestate. Può causare tosse, difficoltà respiratoria e affaticamento.

Come agiscono i parassiti interni nell’organismo del gatto

La presenza di un parassita non ha sempre le stesse conseguenze. Gli effetti sull’organismo del gatto dipendono dal modo in cui il parassita interagisce con i suoi tessuti e con il sistema immunitario.

Molti parassiti intestinali competono con il gatto per i nutrienti, interferendo con l’assorbimento di vitamine, grassi e proteine. Nei cuccioli, questo può tradursi in crescita rallentata e difficoltà a prendere peso.

Altri, come giardia e coccidi, si fissano alla mucosa intestinale, causando infiammazione e riducendo la capacità dell’intestino di assorbire acqua. Questo spiega perché la diarrea parassitaria può essere intermittente e non sempre accompagnata da altri sintomi.

Alcuni parassiti, come gli anchilostomi, si nutrono direttamente di sangue, con il rischio di anemia e debolezza, soprattutto nei soggetti più fragili.

La presenza di un parassita stimola inoltre il sistema immunitario, che tenta di contenerlo. In molti casi si crea un equilibrio: il parassita è presente, ma l’organismo riesce a gestirlo senza manifestazioni cliniche evidenti.

vermi intestinali gatto diagramma

Parassita positivo: quando trattare e quando no

Un risultato positivo alle analisi indica una presenza, non automaticamente una malattia.
Un gatto positivo può mangiare bene, crescere regolarmente, avere feci normali e mostrarsi attivo e sereno.

Il trattamento è generalmente indicato quando sono presenti sintomi clinici evidenti, quando il gatto è molto giovane, anziano o debilitato, quando la carica parassitaria è elevata o quando il parassita individuato è noto per la sua maggiore aggressività.

In altri casi, soprattutto nei gatti adulti e in buone condizioni generali, il veterinario può scegliere un approccio di osservazione e monitoraggio. Questo non significa ignorare il problema, ma valutare la situazione nel suo insieme.
In medicina veterinaria, la decisione di trattare si basa sempre sul gatto nel suo complesso, non solo sul risultato di un test.

Perché le analisi vanno interpretate

Le analisi delle feci sono uno strumento fondamentale, ma non vanno lette in modo isolato.
Età, condizioni generali, sintomi e tipo di parassita devono sempre essere considerati insieme. L’obiettivo non è eliminare ogni microrganismo, ma mantenere il gatto in salute.

Domande frequenti sui parassiti interni nel gatto

Un gatto che vive solo in casa può avere parassiti interni?

Sì. Le uova e le cisti dei parassiti possono entrare in casa in modo indiretto, ad esempio tramite scarpe, oggetti o piante.

Un parassita interno è sempre un problema?

No. La presenza di un parassita non equivale automaticamente a una malattia. Molti gatti riescono a mantenere un equilibrio senza sviluppare sintomi.

Se l’analisi delle feci è positiva devo curare subito il gatto?

Non sempre. La decisione di trattare dipende dal quadro clinico complessivo, non solo dal risultato dell’esame.

La giardia va sempre trattata?

Non necessariamente. Nei gatti adulti asintomatici può essere sufficiente monitorare, mentre nei cuccioli o in presenza di sintomi il trattamento è generalmente indicato.

I parassiti interni possono tornare?

Sì. Il trattamento elimina il parassita, ma non rende il gatto immune. Per questo prevenzione e controlli restano importanti.

Un messaggio finale alle famiglie

La presenza di un parassita interno non è una colpa, non indica scarsa cura e non rende automaticamente il gatto malato.
Informazione, osservazione e un approccio veterinario ragionato sono gli strumenti migliori per tutelare davvero il benessere del gatto, senza allarmismi.

Con amore e incanto,
Monica Whitewillow